grande logo centrale hydromy e sfondo della comunità mondiale dello scambio di idrogeno

Hydromy, Hydrogen Economy

Chiudi gli occhi per qualche secondo.

Li hai chiusi?

Fai un bel respiro. Sembra di essere in montagna.
Il rumore delle macchine è un lontano ricordo.
Ti guardi intorno e vedi pannelli solari e pale eoliche da tutte le parti.
Ancora non lo sai, ma tutto intorno a te scorre energia. Se una famiglia ha bisogno di energia, chiede a quella accanto.
E la moneta di scambio si chiama idrogeno.

Ti piace questa visione? Sì vero?

Lo so, vuoi sapere come funziona, sei una persona concreta!

Schema della compravendita di idrogeno da prosumer a consumer
Compravendita di idrogeno da produttore a consumatore

Ti accontento.

Prima di tutto, il sistema si baserà su fonti di energia elettrica rinnovabili. Hai presente l’eolico? I pannelli fotovoltaici? Sì, esatto, proprio quelli.

Ok. Io però sapevo che se la giornata è nuvolosa o il vento non soffia, un sistema del genere va in crisi.

Hai ragione. Un sistema che si basa solo sulle fonti rinnovabili dipende molto dalle condizioni atmosferiche. Un esempio: nel 2001 in Brasile ci sono stati diversi blackout perché l’energia non veniva prodotta.
Di questo episodio lascio parlare Jeremy Rifkin.

“[…] Oltre l’80% di elettricità del Brasile è generata da fonti rinnovabili di energia – l’idroelettrico. Nel 2001 il Brasile fu colpito dalla siccità, le acque si abbassarono, la generazione di elettricità rallentò causando interruzioni del servizio in varie parti del paese. Se fosse stata disponibile una infrastruttura ad idrogeno, il Brasile avrebbe potuto, con l’eccedenza di elettricità generata quando il flusso di acqua era alto, creare idrogeno attraverso l’elettrolisi, e accumularlo come sistema di riserva durante la siccità.” J.Rifkin

Se non lo sapessi, Jeremy Rifkin è un economista e saggista americano. È conosciuto per aver scritto best-seller sul tema ambientale, concentrandosi molto sul ruolo che l’idrogeno può avere nel futuro.

PERCHÉ PROPRIO L’IDROGENO?

L’idrogeno è il mezzo universale che “immagazzina” tutte le forme di energia rinnovabile per assicurare la disponibilità di una fornitura stabile ed affidabile per la generazione elettrica e, cosa altrettanto importante, per i trasporti” J. Rifkin

Ovvero, se usiamo l’idrogeno come riserva di energia per i momenti di difficoltà, è possibile dare stabilità al sistema energetico.

Aiutami a semplificarla.

Se in un mese guadagni più di quanto spendi, come ti comporti? Se sei a corto, i soldi che avanzano li metterai da parte per i momenti in cui ce ne sarà bisogno.
Ecco, con l’idrogeno facciamo la stessa cosa.

Una stazione di rifornimento di idrogeno della Air Liquide

Esso viene riutilizzato nei momenti in cui non c’è produzione di energia elettrica, utilizzando un dispositivo chiamato cogeneratore, che permette di avere energia e calore.

In questo modo è possibile mettere da parte l’energia rinnovabile prodotta in eccesso, quando il clima è favorevole. L’idrogeno, così utilizzato, diventa il nuovo vettore energetico.

Ma per far sì che questo avvenga realmente, tutto l’intero sistema distributivo dell’energia deve necessariamente cambiare.

Ed ecco l’ultima fase: scambio di energia in smart inter-grids.

SMART INTER-GRIDS

L’idrogeno viene scambiato direttamente da chi lo produce a chi lo consuma, tramite piccole griglie di produttori e consumatori, appunto le smart inter-grids.

Uno dei vantaggi di questo nuovo sistema è che l’energia viene dispersa molto meno rispetto a prima, e l’efficienza aumenta drasticamente.

Inoltre, possiamo gestire meglio l’energia utilizzata in casa, potendo controllare il dispendio di energia degli elettrodomestici e dispositivi elettronici in generale tramite l’Internet of Things.
In questo modo sarà possibile ridurre al minimo gli sprechi.

A questo hanno già pensato i creatori di Ned, dispositivo con apposita app che permette di controllare i consumi degli elettrodomestici della tua casa.

“[…] Nonostante le nuove rivoluzioni dei software e delle comunicazioni abbiano cominciato ad aumentare la produttività in ogni settore dell’economia, il loro vero potenziale è ben lontano dall’essere raggiunto pienamente.

Questo potenziale risiede nella loro convergenza con sistemi di energia rinnovabile, parzialmente accumulati sotto forma d’idrogeno per creare il primo regime energetico “distribuito”.

Gli stessi principi progettuali che resero possibile internet e ampie reti globali distribuite di comunicazione, verranno utilizzate per riconfigurare le reti elettriche globali in modo che la gente possa produrre energia rinnovabile e condividerla peer-to-peer, proprio come adesso noi facciamo con l’informazione. Questo creerà un nuovo sistema decentrato di utilizzazione dell’energia.” J. Rifkin

Fantascienza?

Certamente non la pensano così quelli di Vargarda, città svedese che sta già diventando indipendente a livello energetico grazie all’utilizzo dei pannelli solari installati sui tetti e all’idrogeno come sistema di immagazzinamento dell’energia.

Noi di Hydromy, ci crediamo fortemente e insieme realizzeremo questa visione.

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