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BEATO MANIFESTO.

A posteriori di una settimana di mobilitazioni sul clima,

beato manifesto.

Manifesto tutto il mio Io, la mia persona cambiata nel corso degli anni, per scrivere l’articolo forse più provocatorio del blog e sinceramente, lo spero proprio.

Io non c’ero a manifestare.

Ma con questo non voglio giudicare tu se l’hai fatto. Anzi ti dico, bravo/a, se era quello che volevi fare pensando di agitare un po’ il mare anche tu con la tua goccia, probabilmente ci sei riuscito.

Per lo meno, ti sei ricordato per qualche giorno in più dell’importanza di proteggere il nostro pianeta, e magari hai portato questa tua voce e questo tua atto che hai compiuto anche nella tua quotidianità di qualche giorno, ne hai parlato con i tuoi amici e anche tu hai dato un tuo piccolo contributo per aprire gli occhi a qualcuno. Verissimo e nobile.

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Voglio essere molto sincero con te oggi in questo articolo perché sinceramente credo che la verità più profonda di noi stessi sia anche ciò che in molti ricerchiamo, perché è anche quella che i più amano tenere nascosta.

Quando ero alle superiori, io andavo sempre a manifestare. Da buon timido ma molto sensibile, la carica emotiva dei leader, che erano i rappresentanti del mio Liceo, mi travolgeva e mi emozionava. Dentro di me si agitava quello spirito del ribelle che voleva anche lui dire la sua. Che poi, quale fosse, mai l’ho saputo. Non ho mai particolarmente apprezzato la politica perché credo di essere proprio duro nel riuscire a comprenderla, sembra sempre intricata nella storia di quello che è avvenuto prima, e come un pollo in matematica, dopo poco tempo ho già perso il filo.

Così, da vero ingenuo e non poi così maturo, amavo esser parte della rivolta anche se per cosa talvolta l’avevo capito poco, non tanto per saltare scuola perché sinceramente sono sempre stato un tipo curioso e studiare ed imparare cose nuove tutto sommato mi piaceva, ma per esser parte della rivolta, di quelle forti emozioni che con la musica, le grida, i tamburi… Alla manifestazione toccavi con mano. Credevo di poter dimostrare qualcosa andando a manifestare e inoltre ero parte del gruppo confusionario. Fare casino… Lo amavo allora e lo amo ancora, figurati!

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Una volta finito il Liceo, sono tornato a manifestare una delle prime settimane di scuola delle nuove classi. Con il mio gruppo di amici evidentemente non riuscivamo ancora a staccarci dall’atmosfera che avevamo vissuto per quei 5 anni.

Era veramente un’atmosfera da sogno.

Poi ho iniziato a studiare ciò che mi piaceva fare, e nel corso del tempo mi sono reso sempre più conto di quanto fossi grande, e di quanto fossi piccolo.

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Si, piccolo. Grande perché avevo idee pazzesche, ma piccolo perché poi nessuno le prendeva seriamente in considerazione.

Grande perché sentivo quanto fossi curioso, quanto fossi creativo, quanto fossi profondo e spirituale, intelligente, sensibile, coraggioso e volenteroso, piccolo perché avevo paura ad espormi, avevo paura del giudizio degli altri e delle critiche, rimanevo nella mia testa vivendo sogni ed essendo sempre un po’ tra le nuvole e le poche volte che mi esprimevo e quindi mi esponevo lo facevo con le persone sbagliate, andando a finire che rimpicciolivo i miei sogni oppure non ci credevo più.

Dopo due anni dalla fine della scuola, mi stavo adeguando all’idea di trovare un lavoro carino, ma ero impaurito al pensiero di fare qualcosa di grande, e di fatto non lo stavo più facendo. Non progettavo niente della mia vita… Sapevo che avrei fatto il grafico ma non avrei potuto diventare chi sa chi, perché sentivo dentro di me che questo non era il mio sogno più grande.

Così, mi verrebbe da dire che “se tu non vai incontro al tuo sogno lui potrebbe sbattere addosso a te”: trovai un progetto da sviluppare che mi aprì gli occhi. Ricominciai a sognare, a sognare per davvero, per realizzare qualcosa nel concreto, qualcosa di grande.

Iniziai di nuovo la scuola, era la scuola per imparare a realizzare i miei sogni.

Ed ecco le lezioni più importanti che ho imparato alla Nuova Scuola:

Tu sei il risultato di tutte le persone, tutti gli eventi, tutte le circostanze che hai frequentato fino ad oggi e tutti gli insegnamenti che hai ricevuto fino ad oggi, quindi se vuoi ottenere qualcosa di diverso dalla tua vita devi necessariamente cambiare qualcosa nelle persone, eventi, circostanze e insegnamenti che ricevi: il tuo passato è importantissimo se lo usi per imparare a non commettere nel presente gli stessi errori, e progettare al meglio il tuo futuro. Il tuo presente e il tuo futuro infatti sono le sole cose che devi avere veramente molto care e devi progettare bene, perché sono le calamite che attireranno tutto quello che nel presente ti serve per poter realizzare quella visione.

La fortuna non esiste, esiste solo l’occasione che incontra la preparazione: quando si presenterà l’occasione per mostrarti ti sarai preparato avendo dedicato duro lavoro alla tua preparazione? Non conta voler vincere, conta solo la volontà di prepararsi a vincere, o come dice il mio mentore: la vera cintura nera non è quella che non vede l’ora di studiare ma quella che non vede l’ora di allenarsi per mettere in pratica quello che ha studiato!

La filosofia è importantissima, raffinare la propria filosofia è lavoro quotidiano da fare leggendo libri, seguendo seminari, eventi, incontrando persone che fanno e hanno realizzato grandi imprese. Ma allo stesso tempo la Filosofia non investita in Attività non serve a niente, non produce nessun risultato. E noi siamo qui al mondo per produrre un risultato. Un risultato che possa essere tangibile da più persone possibili se vogliamo veramente fare qualcosa per il mondo.

Ed è proprio questo ultimo punto il gancio con il manifestare e con l’evoluzione che ha avuto per me.

Se vai a manifestare in modo minimamente consapevole tu vuoi che cambi qualcosa.

VUOI CHE QUALCUNO CAMBI QUALCOSA.

Qualcuno cambi qualcosa… Mi sembrano parole così assurde.

Come se il mondo fosse qualcosa che ti capita e qualcosa su cui non hai potere decisionale.

Beh, ti dico, sveglia.

alarm

Non è così.

Il mondo non è qualcosa che ti capita, non è qualcosa che accade a te. E’ qualcosa che accade per te.

Nulla ha significato se non quello che gli dai tu.

Perché non muovi il culo, la mente e la tua filosofia da vero ribelle e non la investi nella creazione di qualcosa che possa veramente cambiare il mondo?

Un modo di creare utili che alimenti un economia circolare basata sul riciclo dei rifiuti per produrne nuove plastiche o materiali da costruzione… Un modo di accumulare e distribuire solamente energia rinnovabile ( 😉 )…

Il tempo è l’unica risorsa che per ognuno di noi prima o poi finirà.

Quindi puoi decidere tu se investirla nel movimentare una riflessione per qualche giorno in più, tramite una manifestazione, o metterti lì a pensare ad un modo pratico, concreto, per creare qualcosa che potrebbe migliorare realmente le sorti del nostro pianeta, in eterno.

La verità è che tutti vogliono fare qualcosa di grande e sentirsi parte di qualcosa di grande,

ma in pochi vogliono fare il duro lavoro su se stessi che serve per diventare Grandi.

La politica a cui tu ti rivolgi alle manifestazioni andrà a creare patti e leggi per aiutare le aziende ad essere più ecosostenibili o a cambiare il proprio modello di business a questo scopo.

E le aziende si muovono sempre di più in base al comportamento degli utenti, come detto da Sam in questo articolo e da Seth Godin nel best-seller La Mucca Viola.

Ma se tu devi andare a far colpo sulla politica che poi si rivolgerà alle aziende, perché non la crei tu la tua azienda?

Perché non ci fai vedere davvero il coraggio che hai?

Perché non smetti di prendertela con il mondo, non taci le lamentele e non ti dai da fare sul campo per realizzare qualcosa?

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Ma è rischioso Jack, ma cosa stai a dire?

Eppure qualcuno l’ha fatto, e continua a farlo.

Perché non vai a studiare da loro, a chiedere consigli a coloro che hanno rischiato e poi realizzato? Perché non smetti di uscire tutte le sere al bar e non frequenti un sacrosanto corso su come fare impresa e realizzare TU quello che vorresti accadesse?

Lo so. Ci vogliono tante cose. Risorse, capacità, coraggio, volontà, impegno, sacrificio e studio. E a volte non è detto che bastino.

Ma è anche l’unico modo per non prendersi in giro.

Quindi se non vuoi prenderti in giro,

dai un’occhiata alla Community B.A.S.E.

Potrai conoscere le iniziative che stiamo mettendo su per aiutarti a non guardare più a nessun altro che a te stesso, per il cambiamento.

Se invece vuoi capire cosa stiamo progettando per cambiare il futuro dell’energia verso un sistema completamente sostenibile iscriviti alla newsletter.

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