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Strade di Coraggio.

Oggi ti voglio parlare anche un po’ di me, qualcosa della mia storia, concentrandomi in particolare su quella che è stata la mia esperienza Scout.

Sono uno Scout da quando avevo 9 anni, anche se al momento non li frequento più. Dopo circa 2 anni in cui sono stato Aiuto Capo Reparto ho deciso di finire temporaneamente il mio Servizio.

Cerchio di Reparto

Beh credo che se non sei stato Scout sei già lì che non hai capito 2 parole. Reparto e Servizio: il Reparto è la branca, per intenderci il gruppo, di ragazzi dai 12 ai 16 anni. Chiunque intraprenda il percorso Scout dai 12 ai 16 anni rientra nel Reparto. Ovviamente all’interno di questa branca ci sono una serie di attività specifiche che lo differenziano da quando si è più piccoli a quando invece si è più grandi.

Con la parola Servizio invece si indicano tutte le attività di volontariato che vengono fatte da uno Scout. L’essere un Aiuto Capo Reparto è quindi una forma di volontariato in cui si decide volontariamente di educare i nuovi ragazzi, secondo la disciplina Scout inventata da Baden Powell, il fondatore del movimento Scout, basata sul coraggio per affrontare il futuro, la cittadinanza attiva, la responsabilità, il rispetto della natura e molto molto altro.

E’ interessante che la parola Scout significhi Ricercatore.

Ricercatore di che cosa? E’ la domanda più profonda.

La parola Viaggio, la parola Strada. La parola Coraggio.

Parole profonde che portano con sé anni e anni di insegnamenti e di emozioni vissute.

Partito viaggiatore, ti dico che in Clan (che è invece la Branca da dopo i 16 anni fino ai 20/21) la Strada non è sempre facile. Ma dipende anche da te, dal tuo atteggiamento. E questo B.P. (come ci piace chiamare il fondatore a noi Scout) lo sapeva bene.

“La Guida e lo Scout sorridono e cantano anche nelle difficoltà.”: cantavamo dopo ore di cammino con lo zaino, in cui avevi tutto il necessario per dormire fuori per più notti e mangiare.

La Strada, un altro simbolo Scout, rappresenta sì la strada fisica su cui cammini e percorri per arrivare dal punto da cui siamo partiti a quello in cui metteremo su la tenda, ceneremo e alloggeremo, ma anche la Strada che ti conduce a te stesso, la Strada che tutti i giorni compi e affronti come persona, superando i tuoi ostacoli, le tue paure, le tue difficoltà.

Era il 2014 quando ho camminato sulle Strade del Coraggio. Route Nazionale, 30000 Scout da tutta Italia.

Ci vuole coraggio per mettersi quel fazzolettone al collo e credere veramente nei valori che ti vengono trasmessi. Ma soprattutto ci vuole coraggio per imparare a viverli quotidianamente e rispettarli con integrità. Il gioco, l’avventura, il cammino… E’ solamente la superficie di quello che veramente ti trasmette l’educazione Scout, da qualunque momento in cui intraprendi il tuo percorso.

Non puoi metterti il fazzolettone al collo il Sabato pomeriggio, a 16 anni, quando la maggior parte dei tuoi amici se ne va a fare il giro della città e tu invece sei in campagna all’Uscita di Squadriglia, e poi gettare cartacce per terra quando esci in centro.

E’ il rispetto di te stesso che se ne andrebbe in fumo.

Ci vuole coraggio per camminare a testa alta in centro città col resto del gruppo, di Sabato pomeriggio, con il fazzolettone al collo, ed essere fiero ed orgoglioso di quello che fai, e fregartene del giudizio degli altri.

Le Strade del Coraggio hanno insegnato molto, a tanti.

Un po’ come l’Odissea di Ulisse.

O l’Odissea di Erussard, capitano dell’Energy Observer.

Ma cos’è quest’Energy Observer?

L’Energy Observer è la prima nave a idrogeno che mira all’autosufficienza energetica, senza emissione di gas serra o particelle fini. Questa ex leggendaria barca da regata è stata rimodellata in una nave a propulsione elettrica del futuro alimentata da un mix di energie rinnovabili e un sistema di produzione a idrogeno a basse emissioni di carbonio proveniente dall’acqua di mare.

Te la voglio far vedere per bene perché credo davvero che sia qualcosa di spettacolare. Eccola quà, goditela tutta:

6 anni di navigazione in 50 paesi e 101 scali in tutto il mondo da quando l’Odissea per il Futuro è iniziata.

Infatti Energy Observer significa anche Odissea di educazione, Odissea di coraggio per far vedere concretamente che sono realmente possibili Strade nuove per arrivare a destinazione.

Strade che sono al 100% compatibili con l’ambiente e rispettose della Natura.

Lascia il mondo un pochino migliore di come l’hai trovato

Diceva sempre B.P.

Strade che ci conducono alla Terza Rivoluzione Industriale, come si può leggere anche nel magnifico sito della spedizione.

Una vera rivoluzione energetica in movimento.

Credo che un giorno l’acqua sarà usata come combustibile, che l’idrogeno e l’ossigeno che la costituiscono, usati da soli o contemporaneamente, forniranno una fonte di calore e luce inesauribili e di un’intensità che il carbone non può avere .

Diceva Jules Verne già nel 1874 nel suo libro “L’isola misteriosa”.

Oggi, quello che viene erroneamente chiamato “motore ad acqua” non è più il sogno di uno scrittore. Non si tratta ancora di versare acqua nel suo serbatoio, ma grazie all’idrogeno, prodotto dall’acqua che emette solo acqua, la finzione sta diventando realtà.

Ed oggi ti voglio far notare in particolare la densità di energia dell’idrogeno, questo combustibile ancora un po’ misterioso, perché di come produrlo ed utilizzarlo te ne ho già parlato in questo articolo.

Sebbene la sua densità sia molto bassa, il che significa che deve essere compresso o liquefatto, l’idrogeno possiede un’eccezionale densità di energia:
• 4,1 kg di carbone
• 2,8 kg di benzina
• 2,1 kg di gas naturale
• 1 kg di idrogeno

In altre parole, 1kg di idrogeno rilascia:
4.1 volte più energia di 1 kg di carbone
• 2,8 volte più di 1 kg di benzina
• 2,1 volte più di 1 kg di gas naturale

Per concludere:

ci vuole Coraggio a intraprendere scelte sostenibili e percorsi che dimostrino che la sostenibilità è possibile, così come la mobilità ad idrogeno.

Ecco perché anche noi di Hydromy vogliamo dare un calcio alla sillaba “Im” della parola Impossibile per dimostrare che è possibile portare in tutte le case l’idrogeno, produrselo in proprio in modo sostenibile oppure comprarlo da altri che hanno fatto questo anche per noi, ed utilizzarlo tramite celle a combustibile per autoprodursi la propria energia elettrica e calore per riscaldare l’acqua e la casa.

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