La magia del sognare gigantesco, non in grande, perché è possibile.

E’ tutto vero.

Tutto reale.

Sognare gigantesco, non in grande, perché è possibile, da oggi diventa il mio motto personale.

Qualche settimana fa mi sono confrontato con un mio amico: ad un certo punto mi ha detto che non potevo paragonarmi ad Edison, o Henry Ford, o Elon Musk. Gli stavo semplicemente dicendo che come Edison ha cambiato il sistema energetico del tempo, introducendo qualcosa di totalmente nuovo (all’inizio), noi con Hydromy vogliamo fare lo stesso, e cioè cambiare il sistema energetico con uno sostenibile, e che per farlo è fondamentale educare le persone.

Tutte le grandi persone pensano, e hanno pensato in grande.

Io sarei da meno? Tu saresti da meno? Ma sopratutto: PERCHÉ NON DOVREI PARAGONARMI A PERSONE DEL GENERE?

La vera domanda è: perché no? Perché non dovrei pensare gigantesco, perché no? Perché non dovrei pensare di poter realizzare incredibili imprese? Perché no?

“Tutto quello che puoi immaginare, lo puoi creare” diceva Walt Disney.

Forse ti hanno fatto credere di non essere abbastanza, di non poter diventare così grande, ma non è assolutamente la verità.

Sono assurde cazzate.

Ecco quello che non si racconta Bjarke Ingels, con la sua società dal nome altisonante e molto rappresentativo: BIG.

Bjarke è un architetto molto famoso per realizzare grandi opere architettoniche molto appariscenti, dal design molto creativo, sempre a fianco della sostenibilità e del rapporto con la natura.

Ecco quà uno dei progetti realizzati:

“Un ibrido tra il blocco perimetrale europeo e un tradizionale grattacielo di Manhattan, West 57th ha una forma unica che unisce i vantaggi di entrambi: la compattezza e l’efficienza di un cortile fornendo densità, un senso di intimità e sicurezza, con la leggerezza e
le viste espansive di un grattacielo. Mantenendo bassi tre angoli del blocco e sollevando l’angolo nord-est verso la sua cima di 467 piedi, il cortile si apre alla vista verso il fiume Hudson, portando il basso sole occidentale in profondità nel blocco e preservando gentilmente le vedute adiacenti della torre Helena sul fiume.”

Come si vede dallo schema all’interno del sito, una caratteristica interessante è proprio quella di permettere al sole di penetrare all’interno del cortile per grande parte della giornata:

Un altro progetto è questo:

Già realizzato

Con questa pazzesca visione per il futuro:

Ed inoltre Bjarke cerca sempre i modi per integrare spazi verdi e architettura.

Dimostra di giorno in giorno che avere grandi e magnifiche visioni non solo è importante, è necessario, per realizzare qualcosa che possa veramente cambiare l’idea di quello che le persone pensano che si possa fare.

Ora voglio lasciare parola ad un’altra immagine molto eloquente:

Un progetto realizzato per creare uno spazio per il Panda, in Danimarca.

Per darti qualche dettaglio in più sul progetto di questo zoo, situato a Copenaghen, da cui si percepisce molto bene l’attenzione del team alla sostenibilità ambientale, il team di Bjarke ha fatto delle ricerche approfondite sul panda: esso per riprodursi ha bisogno di non vedersi, né sentire l’odore dell’altro panda per la gran parte dell’anno… Così BIG ha pensato di creare due spazi, che vanno a comporre dall’alto la figura dello Ying e Yang, in cui vivono i panda, divisi da una staccionata di bamboo.

” I panda sono estremamente selettivi. L’allevamento naturale avviene solo in pochi zoo fuori dalla Cina. Per aumentare la probabilità della riproduzione, i panda non dovrebbero poter vedersi, sentirsi né odorarsi l’un l’altro per la maggior parte dell’anno “
La forma circolare si adatta perfettamente alle strutture esistenti incluse l’area nordica, la casa della scimmia, la nuova piazza centrale e la casa dell’elefante. Lo spazio per il panda è diviso in due aree separate per Mao Sun e Xing Er, seguendo il simbolo Ying e Yang.

Bjarke immagina, progetta, crea. Tutto parte dalla sua immaginazione illimitata.

Ed ecco anche due progetti in ideazione riguardanti le nostre care rinnovabili:

Questa sarà la copertura a duomo di una centrale elettrica, con pannelli che potranno variare il colore in base all’esposizione al sole insieme a dei pannelli fotovoltaici. La copertura aggregherà al suo interno la centrale, che anche attualmente compone il Tate Modern Museum, e dello spazio per la vita sociale e culturale della città in Estate.

Ed infine un progetto per il nostro caro idrogeno:

Cosa succederebbe se la Danimarca avesse una bolletta energetica pari a zero?
Clicca sull’immagine
per vedere la correlata di immagini ben esplicative 😉

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