Pastificio Orogiallo

Idrogeno per fare la pasta

L’idrogeno può realmente portare dei benefici economici ed ambientali?

Può realmente sostituire il gas naturale che viene erogato alle nostre case?

Sarà possibile attraverso di esso, produrre energia in modo pulito, affidale ed economico?

Il CEO di Snam, prima azienda in Europa nella distribuzione del gas e nella gestione di gasdotti, ci crede seriamente, come noi del resto.

Lo ha spiegato al New York Times, in un’intervista.

Una vera e propria storia d’innovazione in Italia.

Idrogeno tutto italiano

Un paese ritenuto “vecchio” che potrebbe tornare a splendere non solo per le sue bellezze architettoniche o naturali, ma anche per la capacità di innovare.

Più precisamente, a Contursi Terme, nelle colline vicino Napoli, è iniziata un anno fa, una sperimentazione di introduzione dell’idrogeno all’interno dei metanodotti, creando così una miscela dall’impatto ambientale molto minore.

L’idrogeno in sè è un elemento puro, e se fatto reagire, non produce CO2.

Questo significa che introdotto all’interno di un metanodotto, può realmente abbattere in maniera significativa le emissioni prodotte.

Precisiamo una cosa però.

Per essere completamente “green”, l’idrogeno deve essere prodotto tramite elettrolisi dell’acqua utilizzando come energia quella proveniente da fonti rinnovabili.

Ad oggi, l’idrogeno “verde” è ancora piuttosto caro, ma sta scendendo di prezzo di anno in anno e secondo Alverà, tra 10 anni, potrebbe raggiungere i prezzi del fossile.

L’esperimento.

Snam e l'idrogeno

L’introduzione del 5% di idrogeno ha funzionato alla grande portando risultati significativi sotto diversi punti di vista.

Di fatto, se questa quantità venisse inserita nella totalità dei gasdotti controllati dalla Snam, potrebbe portare un risparmio di ben 2,5 milioni di tonnellate annue, corrispondente al consumo di tutte le auto di una città come Roma.

Ed oltre ad aver portato risparmi energetici ed ecologici all’azienda in questione, ha fatto crescere anche il fatturato aziendale.

Come dice Vincenzo Milito, 72, proprietario del pastificio.

“I nostri clienti sono molto felici di questo esperimento, perchè tengono anch’essi all’ambiente”.

Vincenzo Milito e l'idrogeno
Gianni Cipriano for The New York Times

Direi non male per essere il primo esperimento.

Perchè la Snam non vuole fermarsi lì, ma ha l’obiettivo di introdurre fino al 20% di idrogeno.

Come mai puntare già sull’idrogeno?

Per un motivo molto semplice.

Anche se i suoi costi sono ancora piuttosto elevati, alcuni settori “pesanti” come quello dei truck, hanno bisogno di un’alimentazione diversa da quella elettrica tramite batteria.

Questo perchè le batterie hanno dei limiti tecnici che ancora non sono stati superati, in particolare riguardo alla loro grandezza per erogare moltissima energia.

Ovviamente, i truck hanno bisogno di un quantitativo energetico decisamente superiore di una semplice auto, e necessiterebbero di batterie enormi, pesanti quasi quanto l’intero camion!

Stesso discorso vale per le navi, che addirittura avrebbero bisogno di una batteria talmente pesante, da far sprofondare la nave stessa.

Dimostrando i risultati che l’idrogeno può realmente portare, le sperimentazioni di Snam, hanno l’obiettivo dichiarato di stimolare l’ecosistema intorno al primo elemento della tavola periodica, l’idrogeno appunto.

Questo perchè, per espandere la diffusione dell’idrogeno e il suo utilizzo in campi maggiori, come quello della produzione energetica, è necessario costruire un sistema complesso.

La Snam si muove pesantamente

Proprio per questo la stessa Snam, sta investendo pensantemente sull’idrogeno.

Stanno investendo più di 2 miliardi di dollari per efficientare e migliorare la capacità dei gasdotti, con l’obiettivo di trasportare più idrogeno.

Ma si sta muovendo anche a livello mediatico.

Nell’Ottobre dello scorso anno, hanno organizzato una conferenza alla quale hanno preso parte le più importanti cariche istituzionali del nostro Stato, tra cui il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Per dare atto agli accordi di Parigi, l’idrogeno resta senza dubbio un elemento fondamentale per decarbonizzare non solo i settori pesanti, ma anche quelli energetici.

Noi di Hydromy ci crediamo fortemente, e stiamo accelerando nello sviluppo per poter presentare in tempi ridotti il nostro prodotto.

Non vogliamo però, svilupparlo con caratteristiche che lo renderebbero troppo difficoltoso da acquistare.

Per questo, abbiamo preparato un form con una serie di domande, veloce da compilare, ma che per noi ha un grandissimo valore.

Lo trovate qui –> https://bit.ly/MovimentoZer0

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Fonti:

We do change the world.

Hydromy
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