Microgrids

Le microgrid ad idrogeno: sogno o realtà?

Un nuovo studio ne conferma la potenzialità.

Probabilmente è piu reale di quanto la denominazione possa far immaginare.

Non vi fate ingannare, le microgrids sono qualcosa di semplice da capire.

Il meccanismo di fondo è basico.

La cosa difficile da capire è che si tratta di un paradigma diverso da quello odierno. Non è un sistema centralizzato, ma al contrario, decentralizzato.

Microgrids

Il monopolio energetico.

L’80% dell’energia da noi consumata viene prodotta da centrali.

Che siano a carbone, a petrolio, a diesel o rinnovabili, la produzione avviene da un punto unico per arrivare a milioni di persone.

Questo vecchio sistema ha vantaggi da una parte, e svantaggi dall’altra.

Di fatto, è un sistema che risulta meno efficiente rispetto alle microgrids, ma rappresenta anche il “baluardo” con cui produrre energia in modo continuo.

In sostanza, rappresenta un monopolio.

Pensateci bene.

Grandi centrali che producono per tantissime persone, trasmettendo e distribuendo l’energia in tutta la nazione.

Da questa ( apparente ) abbondanza, ne è uscito, “in allegato”, un comportamento sempre più volto al consumismo massivo.

Oggi ci innervosiamo, se ci salta la wi-fi.

Siamo diventati dei consumatori compulsivi di energia. Senza di essa, saremmo letteralmente a piedi.

Pensate ad un giorno senza energia. Provateci almeno, perchè anche per me che sto scrivendo, non è semplice da credere.

Senza energia non potrei lavorare, non potrei scrivere articoli e portare avanti questo progetto.

Non potrei formarmi ( uso diverse piattaforme digitali ), non potrei fare più dell’80% delle mie attività giornaliere.

Spesso si sente dire che la nostra generazione è troppo legata alle tecnologie ed allo smartphone.

Io direi che siamo troppo legati all’energia.

Ne usiamo talmente tanta, che non ce ne accorgiamo neanche.

Eppure non è infinita.

Come generazione siamo sempre più attenti alla sostenibilità, ma di fatto gli investimenti sui fossili hanno continuato ad aumentare fino all’inaspettato arrivo del virus.

Non riusciamo a percepire una vita lontana dalla voglia di acquistare, di uscire, di avere.

Sono il primo a provare disagio nell’immaginare una vita completamente diversa.

Sostenibile al 100%.

Tecnicismi ( pochi, ma fondamentali )

Microgrids

Qual è l’aspetto principale in cui si differenziano queste piccole griglie energetiche da quelle alimentate da grandi centrali?

L’efficienza.

Sono strutturate proprio in funzione di un migliore efficientamento energetico legato alle rinnovabili.

Le fonti pulite infatti, hanno introdotto un nuovo problema all’interno della gestione energetica.

Un impianto fotovoltaico, ad esempio, tecnicamente si presenta come una piccola centrale elettrica e quando l’energia prodotta non viene consumata dall’utente, viene immessa nella rete.

Se questa diventasse troppa, si avrebbe un inversione di flusso e gravi disagi, tra cui possibili blackout.

La gestione energetica, come concepita oggi, presenta il problema di avere una filiera molto lunga tra trasmissione e distribuzione, presentandosi quindi difficile da gestire quando i carichi energetici aumentano.

In questo senso, le microgrids offrono una soluzione molto più performante.

Grazie a filiere più corte e strumenti per l’accumulo energetico, riescono a conservare energia in eccesso e ad evitare i problemi relativi alle perdite dovute alle trasformazione di percorso dalla centrale alle nostre case.

Circa il 6% dell’energia si perde nel processo di trasmissione.

Perchè proprio ad idrogeno?

Microgrids

Le microgrids possono essere di varie tipologie a seconda delle fonti utilizzate per produrre energia.

Quelle più performanti utilizzano diversi componenti, e tra quelle più efficienti si trova l’uso dell’idrogeno come strumento di accumulo a lungo termine.

Le batterie riescono a caricarsi e a fornire energia nel breve termine, fino a 5 giorni, ma risultano estremamente costose e poco efficienti nel lungo termine.

Per farla semplice, se dobbiamo accumulare energia in estate per usarla d’inverno, il metodo migliore è sicuramente l’uso dell’idrogeno, data il suo alto potenziale energetico.

L’energia di una batteria si esaurirebbe nel giro di qualche settimana ( senza usarla )

Quella accumulata sotto forma di idrogeno potrebbe durare anni.

L’altro sistema che potrebbe essere usato per accumulare sul lungo termine, è quello di un generatore a diesel.

Enapter, una delle aziende più importanti per la produzione di elettrolizzatori alkalini ( AEM ), ha proposto una ricerca interessante dove ha confrontato il rendimento di una microgrid che utilizza idrogeno ed una che utilizza un generatore a diesel in una proiezione a 10 anni.

Microgrids
@Enapter

Come potete vedere nella parte bassa di questa immagine, i costi relativi alla microgrid ad idrogeno, risultano più bassi.

Oltre a ciò, Enapter ha dimostrato come anche l’efficienza complessiva sia notevolmente migliore.

Cambio di paradigma = cambio di mentalità

Microgrids

Per arrivare ad avere delle microgrids inserite in contesti ordinari e non nelle isole o in località remote, servirà tempo, ma servirà anche un grande cambio di mentalità.

Il concetto di “piccole griglie” si basa su un maggiore contributo da parte di tutti gli appartenenti della comunità, e non solo da parte dei costruttori.

In questo senso, noi di Hydromy abbiamo l’obiettivo di costituire una comunità di persone maggiormente informate e che possa essere pronta a questo notevole cambiamento.

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